IL CONFLITTO IN TV

Il conflitto in TV

Una tipologia di conflitto sempre più diffusa è quella che avviene in ambito pubblico, in particolare mediante i mass-media. Un esempio lampante, è rappresentato dal conflitto che vede come luogo privilegiato e caratteristico lo spettacolo televisivo: dibattiti che puntano palesemente sullo scontro dialettico, talk show, reality show. Ciò che accomuna queste trasmissioni e la costante presenza di urla, litigi, insulti e attacchi personali.

Si tratta, delle cosiddette tele-risse, in cui i dibattiti sfociano inevitabilmente in polemiche e aggressioni contro il proprio interlocutore. Ciò, può accadere nel momento in cui le opinioni altrui contrastano con le proprie, ma anche per semplici pretesti. Non c’è un corretto confronto tra gli interlocutori, basato su argomentazioni esposte in maniera chiara, si creano così schieramenti opposti. Il conflitto si manifesta come un acceso scontro, messo in atto per imporre la propria personalità, impedendo all’altro di ribattere. Non ci si confronta più attraverso scambi di vedute pacifiche e costruttive, da cui possa emergere un messaggio positivo, ma si discute utilizzando un linguaggio inappropriato, impedendo una conversazione ordinata.

Si assiste sempre più frequentemente a dispute mediatiche, in cui la spettacolarizzazione del conflitto prende il sopravvento. I programmi televisivi sono così diventati delle arene dove liti, violenza e negazione del dialogo sono considerati valori.

Ciò che accomuna tutti i litigi che avvengono in tv è la spettacolarità che assume un banale malinteso o una semplice divergenza di opinioni: scoppia la rissa e il processo di spettacolarizzazione raggiunge il suo apice. Vengono impiegati toni brutali, emerge la lotta per la parola, la sopraffazione e la tendenza alla sovrapposizione. Tutto ciò, mette in evidenza la volontà di imporre i propri punti di vista ritenuti assoluti e incontestabili. Non si ascoltano le ragioni della gente, ma si interrompe bruscamente il discorso ponendo il proprio io in primo piano e ignorando il contributo dell’altro.

In tv l’audience è garantita da un banale pretesto: si crea polemica su un qualunque argomento e si protrae il conflitto fino all’esasperazione attraverso un crescendo di insulti sul piano personale. Il conflitto pubblico permette di catturare l’attenzione degli spettatori, in realtà non ha caratteristiche diverse dal conflitto che avviene in contesti privati e che si possono osservare nella vita quotidiana. Il conflitto, appare enfatizzato ed amplificato dal contesto, dalla presenza di telecamere e dalla platea che assume il ruolo di un importante polo comunicativo in grado di porsi come alleato e complice del conflitto.

 

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