CRITICHE AL MODELLO DI COMUNICAZIONE STANDARD

Critiche al modello comunicazione standard

Il modello di Shannon e Weaver presentato nel post precedente, si limita ad indicare l’esistenza di un flusso di informazioni proveniente da un emittente ed indirizzato ad un ricevente, lungo un’unica direzione.

La comunicazione viene ridotta, così, alla mera funzione di confezionamento di un messaggio e alla sua trasmissione. È descritta come un processo lineare, meccanico e monodirezionale in cui si pone attenzione solo all’informazione veicolata, al dire letterale; una comunicazione “macchina-macchina” in cui emittente e ricevente appaiono disincarnati.

L’eccessiva schematizzazione degli elementi inoltre, non tiene conto degli aspetti soggettivi dell’emittente e del ricevente che possono caratterizzare la comunicazione.  

Negli anni successivi è stato aggiunto un nuovo elemento: il feedback che consiste nel segnale di ritorno da ricevente a emittente. Si tratta di una risposta-reazione ad un messaggio, o meglio di un meccanismo retroattivo.

Tale caratteristica permette di: considerare il destinatario non solo come colui che riceve la notizia, ma anche come colui che comprende, decodifica e interpreta il messaggio che gli è stato inviato. Il destinatario riveste così, un ruolo attivo nel processo, avendo la possibilità di tradurre soggettivamente l’informazione ricevuta e creare quindi un nuovo significato da condividere;  capire se il contenuto è stato ricevuto e compreso, monitorando costantemente l’esito delle proprie parole e dell’altro; parlare non di semplice scambio oggettivo di informazioni ma di scambio soggettivo e complesso di significati; considerare la comunicazione non come un semplice processo lineare, ma come un processo circolare in cui i soggetti hanno un ruolo paritario, svolgendo simultaneamente sia il ruolo di emittente che quello di destinatario;  effettuare un passaggio da una mera attività passiva e unidirezionale ad un’attività attiva e bidirezionale caratterizzata da un’interazione continua tra i due interlocutori;  considerare non soltanto la funzione informativa della comunicazione, ma anche la sua funzione interattiva e relazionale.

Quest’ultima ha un aspetto di meta-comunicazione che indica il modo in cui il messaggio deve essere recepito. Contribuisce alla costruzione e alla gestione delle relazioni, evidenziando le tracce del rapporto che si viene ad instaurare. 

Vista secondo tale prospettiva, la comunicazione, non presuppone asimmetria tra emittente e ricevente, ma reciproca influenza: l’uno e l’altro sono attori allo stesso modo nel processo creando nuovi significati e non limitandosi a trasmettere e recepire un messaggio.  Con l’aggiunta della nuova componente, il modello aderisce alla concezione veicolare del processo comunicativo di codifica e decodifica di un messaggio.

La comunicazione perciò, oltre a diffondere il semplice contenuto permette di costruire un legame tra gli interlocutori,  secondo una dimensione biunivoca, in cui il destinatario ha la facoltà di incidere soggettivamente sul messaggio ricevuto. Ogni scambio comunicativo, che avvenga tra macchine o tra esseri umani,  è considerato un processo complesso, dinamico e continuo, caratterizzato da un continuo viaggio di andata e ritorno delle informazioni diffuse.

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