IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE NELLA VITA QUOTIDIANA

  

il ruolo della comunicazione nella vita quotidiana

Da quando detto fin ora,  è emerso che la comunicazione è una dimensione sostanziale per ognuno di noi: la nostra esistenza è costellata dall’incessante  scambio informazioni, idee, punti di vista. 

Interagendo con gli altri abbiamo la possibilità di gratificare il prossimo, mostrando cortesia, assenso, interesse e positività. Parlando, però, si può anche minacciare, offendere, ingannare, tendendo insidie e facendo insinuazioni. La comunicazione è inevitabile ma è spesso ostacolata da fattori culturali e di pregiudizio.  Il nostro comportamento può rivelarsi una fonte inconsapevole di incomprensioni, ostilità e conflitti.  Spesso ci si trova in circostanze in cui non siamo in grado di comprendere il nostro interlocutore o non riusciamo a farci capire, ne consegue l’emergere di malintesi che potrebbero sfociare in conflitti spesso insanabili.

Il malinteso, costituisce un fallimento comunicativo, ”un errore di percorso” che può essere chiarito o costituire causa di una cattiva interazione. Una comunicazione inadeguata e l’incapacità di ascoltare, sono all’origine di molte delle incomprensioni che ostacolano l’efficienza degli scambi di informazioni. Si tratta, in questo caso, di una comunicazione opportunistica i cui scopi riguardano finalità personali, di convenienza e manipolative. La comunicazione che si instaura per interesse, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa strumentale, incentrata sull’io a discapito del noi, non è vera comunicazione, in quanto induce ad atteggiamenti ingannevoli.

È scorretto parlare di comunicazione in senso generico e superficiale, considerandola come un’attività meccanica e neutra, riferendosi semplicemente alle tecniche, ai metodi e alle regole linguistiche. Nel senso comune, si è soliti credere che sia sufficiente dimostrare buone capacità oratorie ed espositive, saper persuadere gli altri e indurli ad accettare le idee altrui per comunicare in modo efficiente. In realtà mancano i valori umani di coinvolgimento, ascolto e rispetto dell’altro, tanto è vero che una buona comunicazione tende a basarsi più su qualità specificatamente umane anziché puramente dialettiche.

Una comunicazione efficace, perciò, non deve essere limitata all’uso chiaro, preciso, contestualizzato del linguaggio da parte degli interlocutori, ma deve far riferimento anche alle componenti creative/emozionali che permettono l’esplicitazione delle proprie emozioni e il riconoscimento degli stati d’animo altrui.

Per una comunicazione efficace, le teniche di marketing ci vengono in aiuto e ci portano a una comunicazione positiva, tendente a capire l’altro e nel contempo, una comunicazione persuasiva che porta a un effetto plasmante sugli altri.

Comunicare in modo efficace presuppone la trasmissione chiara dei messaggi, secondo una formulazione autentica che consideri sia il proprio pensiero, sia quello dell’altro. Da un lato, quindi, si considera la comunicazione nel senso della costruzione dell’accordo e dell’armonia tra i parlanti, dall’altro si fa riferimento alla comunicazione in chiave strategica, come strumento di sopraffazione e conflitto.

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