IL CONFLITTO: PROBLEMA O RISORSA?

conflitto problema o risorsa

Il conflitto è una particolare condizione psicologica e umana inevitabile che si manifesta nel momento in cui non si accetta la diversità di opinioni, credenze, progetti o finalità e si entra in opposizione con persone il cui consenso consentirebbe di realizzare l’obiettivo desiderato. 

Nella nostra cultura, si tende a pensare al conflitto come ad un problema, in termini competitivi individualistici. Esso viene inteso come una sfida tra contendenti, che termina con vincitori da una parte e sconfitti dall’altra. Ognuno espone le proprie ragioni, ritenendole migliori e indiscutibili. Le esigenze dell’altro sono completamente ignorate, si è incapaci di vedere le cose da un punto di vista differente dal proprio.

 Il termine conflitto, nel contesto in cui viviamo, assume una connotazione esclusivamente negativa, riconducibile allo scontro, alla lotta o alla sopraffazione; viene considerato come un pericolo da cui difendersi, qualcosa da evitare in quanto evoca immagini di aggressività, violenza, disagio e sofferenza. Esso viene inteso erroneamente come un fallimento, un fenomeno di disgregazione, ostilità e sofferenza che compromette le relazioni introducendo divergenze tra punti di vista differenti, infrangendo l’armonia di un rapporto. Per tali ragioni si tende spessoa negarlo per evitare che produca danni irreparabili. Il conflitto, secondo tale accezione, implica solo opposizione, incompatibilità o mancanza di interazione. Esso ostacola una comunicazione armoniosa, producendo esiti disfunzionali e intaccando l’efficacia delle relazioni.

Di fronte ad un conflitto si cerca quasi sempre di attribuire agli altri le responsabilità del contrasto, quasi mai ci si interroga su quali siano i propri doveri e le proprie colpe. Ci si pone come vittime di fronte agli insuccessi in un rapporto e si considera il conflitto all’insegna dell’indicibilità, come un blocco comunicativo sotto la percezione di un senso di minaccia, come se alla base ci fosse una norma implicita che vieta di ammetterne l’esistenza. In realtà, il conflitto, si sviluppa perché ci si sottrae ai proprie sbagli, ritenendosi estranei e non coinvolti nel contrasto e non affrontando apertamente le questioni.

 In genere, il conflitto nasce da una comunicazione insufficiente, a causa di aspettative e obiettivi poco chiari o differenze tra i sistemi di valori dei parlanti oppure a causa della presenza di eventuali secondi fini. Spesso i fenomeni di incomprensione e incomunicabilità nascono, infatti, da una distorsione tra le intenzioni di un individuo e le errate valutazioni di tali intenzioni. Il conflitto viene trasformato, in questo caso, verso il basso, verso aggressione, violenza, monotonia.

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