IL CONFLITTO COSTRUTTIVO

 

Il conflitto costruttivo

È possibile una gestione costruttiva dei conflitti, in grado di garantire una soluzione soddisfacente dei problemi.

 Il conflitto quindi, non va necessariamente percepito secondo un’ottica negativa, in quanto può assolvere anche a funzioni positive, come esplicitare un disagio represso, creando i presupposti per affrontarlo, oppure può rimettere in discussione un rapporto ormai logoro allo scopo di rafforzarlo. 

In questo modo, si sviluppa un nuovo atteggiamento tra le parti che permette la trasformazione positiva della situazione conflittuale e permette la piena riconciliazione. Tale prospettiva, evidenzia gli effetti propizi del conflitto che procurano crescita personale: aumenta la fiducia e l’autostima negli interlocutori, stimola la creatività e permette di fortificare le relazioni tra le persone. In tale situazione, si assiste ad una trasformazione del conflitto come opportunità e risorsa fondamentale

 Questo tipo di atteggiamento si riflette in un modo di comunicare caratterizzato dalla cooperazione: si ascoltano le idee e le opinioni degli altri con attenzione, interesse, positività e si mira ad una soluzione con due vincitori, ossia di mutuo beneficio. Si incoraggia così, un orientamento che consente alle persone di esprimere liberamente le proprie idee. Lo stile cooperativo, utile nella gestione e nella soluzione delle conflittualità interpersonali, guida alla possibilità di trovare elementi nuovi per giungere a soluzioni creative e costruttive dei problemi.

Quanti condividono una prospettiva ottimistica del conflitto, ritengono, quindi, che cooperare alla conversazione significhi mettere in comune tutto ciò che rende uno scambio comunicativo comprensibile, facendo riferimento ad una sorta di equilibrio nel rapporto.  Lo stile cooperativo risulta efficace e funzionale nel giungere ad un esito che tenga conto contemporaneamente della soddisfazione dei bisogni di tutti e della qualità della relazione.

Il conflitto, secondo tale prospettiva, costituisce una preziosa  risorsa per raggiungere l’accordo grazie al consenso e all’organizzazione dei turni della parola che garantiscono sintonia; esso costituisce un momento di negoziazione tra i soggetti coinvolti. Da questo punto di vista, il conflitto diviene un momento in cui si comunica con l’altro non per screditarlo o aggredirlo, ma per affrontare e chiarire le difficoltà. Ciò induce ad un accordo tra le parti che porta a considerare l’altro come interlocutore, cioè qualcuno con cui è possibile un confronto di idee e la ricerca di una soluzione che soddisfi sia i propri obiettivi che quelli degli altri.

  Per poter comunicare, rispettandosi reciprocamente senza soffocare né l’altro né se stessi, bisogna evitare di pronunciarsi in modi assoluti e direttivi, ma occorre mostrarsi tolleranti e flessibili nei confronti delle percezioni altrui. Durante un dialogo intrattenuto con il proprio interlocutore, è necessario mantenere la giusta distanza sia dalle persone che dalle proprie emozioni.

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