IL CONFLITTO DISTRUTTIVO

Il conflitto distruttivo

La forma di conflitto più semplice da riconoscere e osservare è il litigio aperto, dichiarato palesemente. Esso è caratterizzato da scontri verbali diretti ed espliciti, come provocazioni, offese o insinuazioni. Non sempre però, il conflitto è aperto, in quanto spesso è indiretto e difficile da interpretare. Tale modello di conflitto è molto più difficile da gestire e riconoscere, per la sua natura implicita. In questo caso il conflitto viene spesso nascosto attraverso strategie di mascheramento.

 Il conflitto distruttivo, si realizza assumendo posizioni rigide e di chiusura nei confronti degli altri e dei loro punti di vista, fino a giungere ad una spirale negativa di azioni offensive e contro attacchi che fanno perdere la percezione del vero problema. Si divaga così, in un vortice infinito fatto di recriminazioni reciproche devastanti. Tutto questo implica un coinvolgimento sul piano emotivo, che fa emergere emozioni negative come la rabbia o la paura e sentimenti come il rancore, l’odio e la ripicca. Ciò mina l’equilibrio e la coesione tra le persone, generando una comunicazione inefficiente che provoca risentimento e incomprensione. La violenza, la passività e la prepotenza appartengono a questa forma di conflitto.

Tutto ciò contribuisce ad incrementare la sfiducia reciproca e a distorcere la percezione della gente; si rischia di attribuire agli individui coinvolti: pensieri, azioni e giudizi che non corrispondono alla realtà. Tale comportamento, può  stimolare l’emergere di generalizzazioni che portano a considerare gli altri come nemici assoluti. Un’opposizione, se non adeguatamente governata, danneggia la comunicazione e le relazioni, degenerando in gravi forme di imbarazzo e malcontento.

Da tale punto di vista, si ritiene che l’urgenza del dire e del mostrarsi, superano quella dell’ascolto, producendo forme di prevaricazione. L’interlocutore, non viene così minimamente preso in considerazione e la risoluzione del contrasto non è realizzabile. Questo tipo di conflitto si contraddistingue, genericamente, da un modo di comunicare competitivo in cui gli individui sostengono di avere ragione riguardo le proprie idee.

La forma di chiusura prevalente è lo stallo, che corrisponde ad una chiusura totale a qualsiasi possibilità di risoluzione e alla volontà di non sottomettersi cedendo ad un compromesso. I soggetti coinvolti, non cercano una conciliazione, ma si ostinano ad evidenziare divergenze e dissensi, si sentono umiliati e manipolati, di conseguenza nutrono profondo rancore verso l’interlocutore. Il conflitto, secondo questa modalità, termina con la conservazione e il consolidamento della propria posizione. In tali situazioni, il comunicare, si basa essenzialmente sul giudicare,  sulla competizione; sull’egoismo, valutando solo i benefici che può ricavare il singolo; sulla chiusura al cambiamento secondo un atteggiamento basato sulla difensiva, considerando le idee altrui come minaccia.

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